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Etimologia.
La famiglia dei Neretti, piuttosto numerosi in Piemonte, deve il suo nome alle caratteristiche tintòrie delle uve, usate in passato per conferire colore ad altri vini.
Origini.
Il Neretto di Bario (o di San Giorgio) è una varietà tipica del canavese del quale non si hanno informazioni di provenienza certe. Se ne hanno le prime citazioni nel 1817, grazie alle opere di Gallesio.
Diffusione.
Il Neretto di Bario è diffuso solo ed esclusivamente nel canavese, dove, tranne alcune rarissime interpretazioni in purezza, entra generalmente a far parte della DOC Rosso Canavese.
Ambiente.
La pianura canavese si trova nelle colline dell‘Anfiteatro Morenico d'Ivrea, la struttura geologica originata durante le fasi di glaciazione del Pleistocene. Il suo notevole stato di conservazione fa di questa struttura un esempio geologico di rilevanza mondiale.
Storia.
La viticoltura in Canavese ha antiche origini. I Romani apprezzarono molto il vino prodotto con le viti locali, impiantato probabilmente dagli antichi Salassi. Nella prima metà del '500 il bottigliere Sante Lancerio, al seguito di papa Paolo III Farnese in viaggio lungo la penisola, ebbe parole di elogio per i vini canavesani, tra i quali l'Erbaluce.
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